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La nostra analisi del film

Dell'apologo Romuald e Juliette ha fin dall'inizio la struttura e la leggerezza (unico difetto: l'esitazione del film a "chiudere" a trovare un finale). Le storie del capitano di industria e della "serva" nera sono introdotte nel film in montaggio parallelo, ed entrambe in qualche modo sono separate dal contesto sociale. Cioè, proprio come nella logica di una favola, per il fatto di essere isolate e rese "astratte" assumono un significato generale e moralistico: l'amore che trionfa sui vincoli sociali e sui pregiudizi è un risultato tanto pregevole e positivo quanto utopistico e irrealizzabile. Anche il protagonista, Romuald, nella sua maturazione può essere paragonato all'eroe delle favole (abile, giusto, umile e altruista), ma se analizzato più profondamente si rivela essere diventato una persona normale e soprattutto mentalmente sana. Nelle prime scene del film, infatti, ci viene presentato un Romuald talmente egocentrico da non accorgersi né dei tradimenti della moglie né del doppio gioco della sua amante. Inoltre, dopo essere stato incastrato dai suoi collaboratori, sembra quasi privo di gratitudine verso Juliette, che si fa in quattro per aiutarlo. In seguito all'innamoramento, però, il suo approccio con le altre persone cambia completamente, e anche la sua lotta per recuperare ciò che gli è stato ingiustamente sottratto diventa più ponderata, senza avere più bisogno delle continue direttive di Juliette. La prima reazione, rabbiosa e istintiva, verso tutti coloro che hanno tramato contro di lui e coloro che hanno tradito la sua fiducia, si trasforma in giusta collera. Infatti la collera, come spiega Alexander Lowen nel suo trattato sul narcisismo, è una reazione proporzionale all'offesa subita e soprattutto risulta essere costruttiva, mentre la rabbia essendo istintiva e sproporzionata rispetto all'oltraggio di cui si è stati vittima conduce ad un deterioramento dei rapporti. Il finale conferma questa teoria, infatti Romuald non solo perdona la moglie ma addirittura la invita al suo matrimonio con Juliette. Ora il protagonista è totalmente cambiato: non è più legato morbosamente al potere ed è in grado di amare veramente la moglie, i figli e le persone che gli stanno attorno, dunque è per così dire guarito dalla nevrosi del narcisistica.

[Alessandro Maroso e Paolo Baruffa - classi 5C e 4F - Liceo "J. Da Ponte" di Bassano del Grappa - a.s. 2006/2007]


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